Impatto ambientale packaging a confronto: Plastica vs. Vetro vs. Alluminio

famiglia riciclo oggetti impatto ambientale packaging

Sempre più brand sostenibili stanno usando vetro o alluminio per il loro packaging, per limitare il loro contributo negativo dato dall’inquinamento da plastica.

Ma come si pongono questi materiali rispetto alla sostenibilità? E perché c’è questo spostamento verso il vetro e l’alluminio?

Plastica

Iniziamo con il materiale che è stato ormai soprannominato come il più dannoso per l’ambiente: la plastica. Uno degli argomenti principali contro la plastica è che rimane inalterata per molto tempo dopo essere stata gettata via, invece di degradarsi. Alla plastica servono fino a 1000 anni per biodegradarsi, e dipende dal tipo di plastica in uso! Mentre si degrada, non ritorna in uno stato compatibile con il suolo. Al contrario, rilascia microplastiche (pezzi microscopici di plastica), che continueranno ad inquinare il nostro pianeta.

Ma la plastica non potrebbe essere semplicemente riciclata? Si, può esserlo, ma non è così semplice. Il riciclo della plastica è uno dei maggiori contributori all’inquinamento della plastica, perché non si riesce a gestire la crescente domanda e spesso invece viene conferita in discariche o finisce nell’oceano. Come prima cosa, ci sono diverse tipologie di plastica, che non possono essere mescolate durante il riciclaggio, a causa delle loro diverse proprietà. La plastica inoltre perde qualità durante le fasi di riciclaggio – e molte plastiche possono essere riciclate solo 1 volta. Questo rende il processo di riciclo molto inefficiente e problematico.

Vetro

Quindi come si comportano le alternative? Anche il vetro ci mette molto tempo a decomporsi – anche più lungo della plastica. Potrebbero volerci fino a 1 milione di anni per il vetro per decomporsi! Tuttavia, mentre il vetro si decompone, non rilascia alcuna microplastica nell’ambiente e alla fine diventerà parte della terra.

La forza del vetro come materiale sostenibile è nel suo potenziale di riciclo – e ciò è possibile perché il vetro può essere riciclato infinitamente. Può affrontare il processo tutte le volte che si vuole, senza perdere in qualità. L’uso limitato di coloranti nella produzione del vetro rende inoltre tutto più facile. Il processo di riciclo del vetro è inoltre molto semplice, soprattutto se comparato al complesso processo di riciclo della plastica.

Alluminio

Tra tutti e 3 i materiali, è quello con il minor tempo di decomposizione – tra i 50 e 500 anni, a seconda dell’oggetto. Anche se è un tempo comunque MOLTO lungo, non rilascia alcuna particella di plastica nell’ambiente, rendendo il processo di degradazione relativamente pulito.

Come nel caso del vetro, la forza dell’alluminio è nel suo potenziale di riciclo. Anche lui può affrontare il processo infinite volte. Tuttavia, ci sono delle cose da tenere a mente quando si ricicla l’alluminio, per rendere il processo più semplice e diretto possibile. Piccoli pezzi di metallo, come gli anelli di apertura delle lattine di alluminio o piccoli pezzi di lamine di alluminio, possono restare bloccati nelle macchine o non essere processati. Ecco perché è importante arrotolare i fogli di alluminio in una grande palla, o inserire gli anelli di apertura delle lattine al loro interno se sono pezzi separati, o trovare altri modi per evitare che questi pezzi non vengano riciclati correttamente.

Conclusioni

Ogni brand che voglia farsi apprezzare dai clienti prende in esame un impatto ambientale del packaging, ma è altrettanto importante che noi clienti sappiamo valutare e “pesare” le scelte d’acquisto.

Il materiale scelto nel packaging è una facile scelta per una prima valutazione. Per i contenitori cosmetici, quasi tutte le possibilità girano attorno a plastica, vetro o alluminio. La loro facilità di riciclo e il loro pericolo di contaminazione quando lasciati nell’ambiente li fanno rientrare nelle scelte d’acquisto più o meno responsabili. A confronto, la plastica ha molti svantaggi, ed è per questo che molti brand abbracciano il movimento plasticfree.

Cosa ne pensi di questo elenco? Discutiamone su Twitter.

Photo courtesy.